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Ad aprile 2025 ho iniziato ad avere dolori diffusi, febbricola, una stanchezza fortissima e un senso di malessere continuo che non riuscivo a spiegarmi. All’inizio il medico mi ha prescritto degli antibiotici, ma ovviamente non hanno fatto effetto. Dopo circa due settimane senza miglioramenti, mi sono fatta prescrivere degli esami, ma anche lì non è emerso nulla. I sintomi però continuavano. Anzi, peggioravano. Dopo circa un mese in quelle condizioni, il mio medico di base ha pensato potesse trattarsi di una miocardite e mi ha mandata da un cardiologo. Il cardiologo, dopo una visita, mi ha detto di andare in pronto soccorso per fare altri controlli più approfonditi. In pronto soccorso ho fatto diversi esami, ma anche lì non è risultato niente. Mi dissero che stavo benissimo. Il problema è che io non stavo bene per niente. Era ormai un mese che convivevo ogni giorno con quei sintomi, e nel frattempo i dolori aumentavano sempre di più. Mi davano fastidio i rumori, le luci, perfino alcuni tessuti sulla pelle. Avevo forti vertigini e facevo molta fatica a stare in piedi. Non fidandomi completamente del primo parere cardiologico, sono andata da un altro cardiologo che mi ha fatto esami ancora più specifici, escludendo definitivamente qualsiasi problema al cuore. A quel punto non sapevo più cosa fare. Io continuavo a stare male, ma intorno a me molte persone pensavano che stessi esagerando o addirittura inventando i sintomi. Sono arrivata al punto di fare fatica anche a camminare. Fortunatamente una mia amica, medico di base in un’altra città, mi ha aiutata quando ormai ero disperata. Mi ha fatto fare altre analisi che, ancora una volta, non hanno mostrato nulla di evidente… ma almeno hanno escluso tante patologie. Ed è proprio grazie a tutte quelle esclusioni che mi ha mandata da un reumatologo. Dopo la visita, il reumatologo mi ha diagnosticato la fibromialgia. In realtà il percorso è stato ancora più lungo di così, perché il mio forte fastidio alle luci e ai rumori aveva fatto pensare anche all’autismo. Ho fatto il percorso diagnostico, ma non è emerso nulla. Ho fatto anche il percorso per l’ADHD, e anche lì non è risultato niente. È stato un percorso lungo, pesante, fatto di tantissimi “non hai niente”. Io, in realtà, non sapevo nemmeno cosa stessi cercando. Sapevo solo che qualcosa nel mio corpo non andava. Quando mi hanno detto “fibromialgia”, è stato un fulmine a ciel sereno, perché non avevo idea di cosa fosse. Ricordo ancora che il reumatologo mi disse: “Fai questa terapia e vedrai che entro sei mesi ti sentirai meglio.” Nella mia testa ho pensato: “Ok… sarà lunga, ma allora posso uscirne.” In realtà non avevo ancora capito davvero che fosse una patologia cronica. L’ho scoperto poco a poco, informandomi da sola dopo la diagnosi. E quando ho realizzato che sarebbe stata una compagna di vita… è stato difficile da accettare. Però dare finalmente un nome a tutto quello che stavo vivendo mi ha anche fatto capire che non ero pazza, non ero pigra e non mi stavo inventando niente. Stavo male davvero.